Centro di Polizia e di Giustizia di Zurigo

Bâtiments administratif et commerces

Bâtiments administratif et commerces

Centro di Polizia e di Giustizia di Zurigo, Zürich

STORIA/POSIZIONE

Il Centro di polizia e di giustizia di Zurigo (PJZ) è un centro di competenza del Canton di Zurigo nella lotta contro la criminalità. Si trova sull’area della vecchia stazione merci di Zurigo Aussersihl-Hard (ora in disuso), al margine sud-ovest del campo di binari della stazione ferroviaria principale di Zurigo, subito dopo lo svincolo del treno che costeggia la riva sinistra del lago di Zurigo. In corrispondenza di questa diramazione, il terreno degrada dolcemente verso nord-ovest e confina con la trafficatissima Hohlstrasse nel fondovalle della Limmat, strada che segue il campo binari fino a Zurigo-Altstetten. Più a ovest, il sito è separato dalla Hohlstrasse da una sequenza di edifici commerciali, scolastici e residenziali e da un muro di contenimento storico.

La costruzione del nuovo edificio è stata preceduta da un lungo dibattito politico che ne ha rallentato la pianificazione. Nell’ultimo quarto del XX secolo era stata discussa l’idea di creare un centro di eccellenza sul sito della caserma di Zurigo. Tuttavia, l’ipotesi si è rivelata essere non fattibile politicamente. Nella ricerca di un sito di costruzione alternativo, è stato raggiunto un accordo sul sito della vecchia stazione merci che risale alla fine del XIX secolo, è situata a circa un chilometro più a nord-ovest, ma rimane comunque vicina al centro cittadino ed è ben collegata alla rete dei trasporti. A questa decisione del governo del Canton Zurigo sono seguiti una pianificazione, un referendum e, tra il 2005 e il 2006, un concorso di progettazione, vinto dal team di progettazione generale Theo Hotz Partner AG.

Le FFS erano disposte a vendere al cantone il sito della loro stazione merci, sempre più in disuso, per la costruzione del PJZ. Il Parlamento cantonale ha però rifiutato, nel 2010, il credito immobiliare previsto in quanto trovava il progetto troppo costoso. Una seconda votazione popolare nel 2011 ha confermato la volontà di realizzare il progetto e, nel 2012, il Gran Consiglio del Canton Zurigo ha finalmente approvato il credito immobiliare necessario. Pochi mesi dopo, il Tribunale federale ha respinto l’ultimo dei ricorsi, che erano diretti principalmente contro la demolizione della storica stazione merci. Nel 2013, è stato legalizzato l’acquisto del terreno dalle FFS, aprendo la strada alla realizzazione del progetto di concorso del 2006. Nel 2017, HRS Real Estate si è aggiudicata l’appalto per la costruzione del centro PJZ in qualità di appaltatore generale con piena garanzia di costi, qualità e tempistica.

CONCETTO/ARCHITETTURA

Nel centro PJZ sono ospitati i dipartimenti della polizia cantonale, della procura e del sistema correzionale, nonché l'istituto forense, la scuola di polizia di Zurigo e parti del tribunale per le misure coercitive. Dispone di 2030 posti di lavoro. Inoltre, ci sono 241 celle di detenzione per gli arresti provvisori e per la custodia cautelare.

Si tratta di una struttura edile compatta in cemento armato, con sei a sette piani fuori terra. Le facciate esterne seguono le delimitazioni della parcella sui tre lati: nord, est e sud. Nell’angolo sud-est, formano un grande poligono irregolare che sporge dal vecchio sedime dei binari e che viene percepito come un edificio di punta dalla Hohlstrasse. Più a nord-ovest, il complesso si trasforma in una struttura ortogonale a pianta rettangolare. Qui l’edificio è orientato verso l’impostazione degli ex binari della stazione merci. L’ingresso principale si trova sul lato sud, all’incrocio tra questi elementi edili. Si trova leggermente più in basso rispetto alla Hohlstrasse, alla fine di una rampa in leggera pendenza, e conduce a un grande atrio di sette piani con scale, che sovrasta il corpo principale ed è circondato, all’ultimo piano, da sale conferenze di grande altezza.

Nella parte interna dell’edificio, tre grandi cortili verdi interni si aprono verso il cielo e dividono il centro PJZ in diverse ali di uffici a tre campate, fornendo alle stanze adiacenti tanta luminosità. Sotto uno di essi si trova l’ampia mensa per il personale, divisa da piccoli patii di forma organica, anch’essi alberati. Poiché il confine dei cortili interni corre parallelo alle facciate esterne, questi hanno forme diverse che facilitano l’orientamento. Inoltre, nell’ala settentrionale, che contiene le celle, si trovano quattro piccoli cortili rettangolari identici. Nell’angolo nord-ovest, al piano terra, è stato iscritto nel volume complessivo un cortile interno piantumato di quasi 4000 m2 per il personale. L’accesso si trova anch’esso sul lato nord, direttamente adiacente al vecchio sedime dei binari, a causa del terreno in pendenza al livello del primo dei tre piani interrati, e, passato il punto di controllo, conduce in una sala un piano più sotto. Oltre agli uffici e alle aule di formazione, lo spazio versatile situato sotto l’ampio cortile interno comprende anche poligoni di tiro, una centrale forense o operativa e una palestra.

Il tema della sicurezza caratterizza fortemente l’architettura. È stato necessario soddisfare dei requisiti molto severi per le precauzioni contro le incursioni e le evasioni. Altresi, è stato necessario prestare grande attenzione anche all’isolamento acustico, a causa della vicinanza di diverse destinazioni d’uso e degli elevati requisiti di riservatezza delle sale interrogatori. Il fatto che durante la costruzione siano state apportate 300 modifiche al progetto conferma la complessità del compito.

Dall’esterno, l’edificio, che conta oltre 4000 porte, assomiglia fortemente ad una fortezza. Questo aspetto si esprime nella facciata uniforme in pietra a rilievo, che riprende un elemento di base che unisce i pilastri portanti e gli intradossi e forma un tipo di facciata con un forte effetto spaziale. È stata scelta una pietra naturale svizzera grigio-verde, la «Verde Salvan», un conglomerato di pietra dalla struttura e dalle sfumature di colore vivaci. La sua enorme resistenza ha permesso di ottenere la geometria tridimensionale e spigolosa desiderata per la facciata del centro PJZ.

EFFICIENZA ENERGETICA/SOSTENIBILITÀ

Il centro PJZ era già stato certificato preliminarmente a norma Minergie-ECO® durante la fase di progettazione. Per coprire il fabbisogno energetico, di riscaldamento e di raffreddamento viene utilizzata prevalentemente energia ambientale rinnovabile. Un impianto fotovoltaico sul tetto da circa 350  kW di picco, quattro pompe di calore a recupero di calore/acqua di falda con una potenza termica fino a 4000  kW, l’utilizzo del calore di scarto del centro di calcolo e delle sale informatiche e, infine, il recupero di calore nei sistemi di ventilazione contribuiscono al funzionamento a risparmio delle risorse. Il complesso dispone anche di quattro impianti di raffreddamento per il «raffreddamento libero», ossia l'energia di raffreddamento ricavata dall’aria esterna.


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